Atlantide, civiltà Atlantidee e diluvio universale
originale qui: http://ceifan.org/monumenti_sommersi.htm
Quello che segue è la ricostruzione della verità su Atlantide, civiltà Atlantidee e diluvio universale partendo dal presupposto che 11600 anni fa ci siano stati degli sconvolgimenti di grande portata.


Gli sconvolgimenti globali di 11600 anni fa
Sembra che circa 11600 anni fa un grande asteroide sia caduto sulla Terra, generando un cataclisma che sconvolse l’intero pianeta, e con violenti terremoti, terribili eruzioni vulcaniche, piogge a dirotto, inondazioni immense e l’innalzamento dei mari. Ma anche no.
L’evento sembra essere documentato da alcuni eventi. Parte della megafauna esistente circa 11600 anni sembra scomparire improvvisamente in tutti i luoghi del globo terrestre in cui esisteva. Piante ed animali come Mammuth, tigri dai denti a sciabola, cervi giganti, sembrano scomparire all’improvviso, da un giorno all’altro. E sembrano risalire sempre alla catastrofe di 11600 anni fa molti animali le cui carcasse furono travolte da immani piene, portati per lunghe distanze, ammassate nelle gole dei fiumi e nei fondovalle, sepolti da una coltre di fango insieme ad alberi e piante. Anche molti massi erratici risultano trasportati da immani inondazioni.
Molti scienziati hanno scoperto ampie zone, ora sepolte sotto l'oceano, che fino a 11600 anni fa formavano dei veri e propri subcontinenti, come il caso del subcontinente fra la Siberia e l'Alaska, il quale abbondava di vita selvaggia, e il subcontinente della Beringia tra l'America settentrionale e l'Asia, anch'esso popolato di abbondante fauna che fu sterminata da un evento catastrofico.
Una delle conseguenze del cataclisma di circa 11600 anni fa sembra essere anche la fine dell’era glaciale, almeno per come la intendiamo noi.
Il grosso asteroide colpì la Terra in una zona marina, causando anche le famose inondazioni gigantesche che sono ricordate dalle tradizioni di tutto il mondo come il “Diluvio” o “Diluvio Universale” (e l'espressione Diluvio Universale è abbastanza esatta). Un caso precedente fu l'asteroide che 65 milioni di anni fa, cadendo nel Golfo del Messico, provocò l’estinzione dei Dinosauri.
Tuttavia è possibile affermare che l'asteroide che colpì la Terra 11600 anni fa non era un singolo blocco ma era composto di più blocchi. Infatti ci sono tracce evidenti di un corpo celeste frantumatosi durante la caduta sulla terra, dopo essere entrato in collisione con un altro asteroide. Frammenti di questo asteroide colpirono anche la terra ferma, tanto è vero che i crateri di questi impatti furono scoperti da indagini aeree del 1930 nella zona della Carolina del Sud, in cui risultano esistenti nella zona un'infinità di crateri di forma ellittica. Tali crateri da impatto risalirebbero proprio a circa 11600 anni fa. Il frammento più grande di questo asteroide dovette cadere in un punto dell’oceano Atlantico a nord-est del Mar dei Sargassi, e provocò una serie di sconvolgimenti che devastarono il pianeta.
È stato possibile rilevare le tracce delle catastrofiche mega-onde originatesi dagli oceani come delle creste ad anelli concentrici, vicino ed intorno alle regioni polari. Ciò che di eroso ormai rimane, viene identificato come creste di archi murenici sviluppati parallelamente alle estremità di precedenti livelli di ghiacciai in ritiro. Quindi la direzione degli archi morenici può svelare un determinato punto d' origine per questi enormi movimenti. Tutti i punti iniziali di spostamento murenico di 11600 anni fa non giacciono su montagne ma nel mare artico e nelle profondità della regione artico-centrale.
Quindi è possibile dire che l'asteroide o la parte più grande di esso che colpì la Terra 11600 anni fa andò a cadere nel mare artico.
Un'altra traccia delle mega-ondate prodotte dall'impatto dell'asteroide sono i laghi del tardo pleistocene che ora non esistono più. A causa delle mega-ondate planetarie questi laghi sorsero quasi istantaneamente nel bacino del Mar Nero, del Mar Caspio, nel Mare di Aral, si formarono i laghi Yenesei e Masijskoe, grandi laghi apparvero in Dzungaria e anche in Mongolia.
Spiagge di tutto il mondo conservano tracce di quel momento catastrofico quando il livello delle acque oceaniche diventò improvvisamente considerevolmente più alto di quello attuale. Ritirandosi, le acque hanno lasciato terrapieni lungo le rive di tutti gli oceani, laghi e fiumi.
Altre evidenti e chiare tracce di mega-onde catastrofiche da questi centri, sono rappresentate da creste parallele che si estendono nell' Eurasia in un'area non inferiore a 10 milioni di km quadrati per una lunghezza da 5000 a 7000 km e una larghezza di oltre 1000 km.
L’impatto con la Terra di 11600 anni fa oltre agli effetti qui ricordati, probabilmente provocò anche delle enormi fratture della crosta terrestre.
La scomparsa di Atlantide e di civiltà Atlantidee
Anche le avanzate civiltà umane esistenti a quel tempo furono praticamente spazzate via dai cataclismi che avvennero circa 11600 anni fa. Ma anche no.
Potenti terremoti, eruzioni vulcani, sconvolgimenti climatici, diluvi d’acqua dal cielo e soprattutto incredibili inondazioni spazzarono via intere civiltà di quel tempo.
Immense ondate gigantesche percorsero tutto il globo e si abbatterono sulle coste e penetrarono sino all’interno abbattendo, distruggendo e ricoprendo tutto ciò che incontrano. Tale ondate non si sollevarono come creste, come fanno le onde normali, ma si spostarono uniformemente come un unico muro, gigantesco, d’acqua, con acqua ancora più alta dietro di loro.
Questa catastrofe terrestre è ancora ricordata oggi da molte popolazioni da ben 70 leggende tramandate da generazione in generazione. In esse viene anche ricordato la scomparsa di una terre abitate da civiltà evolute: si tratta di Atlantide e delle altre civiltà esistenti in quel tempo, come Lemuria e Mu (anche se questi nomi sono probabilmente di fantasia e non corrispondono a quelli reali). Queste tre civiltà prosperavano su grandi isole e penisole (e non su continenti come si crede) che furono sommerse e di cui oggi rimangono visibili solo le zone più elevate.
Di queste civiltà ne parla anche Platone e colloca in modo preciso la scomparsa di Atlantide proprio 11600 anni fa. Platone conosceva la storia di Atlantide dai racconti di Solone, che a sua volta l’aveva ascoltata da alcuni sacerdoti egiziani. Gli egiziani credevano che il sud, non il nord, fosse in cima al mondo e per loro questo aveva senso poiché era la direzione da cui scorreva il Nilo. Ciò ha portato Platone ad un'errata interpretazione dell'ubicazione di Atlantide, che doveva essere posta molto più a sud-ovest rispetto a dove egli la pone.
Gli antichi popoli di tutto il mondo ricordarono nelle loro tradizioni le splenditi civiltà esistenti all'epoca di Atlantide, e non solo riferendosi ad Atlantide, Lemuria e Mu. Si tratta del caso dello Cveta-Dvipa degli Indù, dell'Ayriam-Vaejo degli Iranici, della Sham-bhala dei Tibetani, della terra del monte Hu-Ling dei Cinesi, dell'Asgard degli Scandinavi, della Tulla dei Toltechi, della Thule dei Greci, dell'arcipelago delle Isole Fortunate delle saghe medioevali europee.
Alcune leggende ricordano dettagliatamente, anche se sotto nomi diversi, il cataclisma che 11600 anni fa sconvolse il pianeta e le civiltà di allora, sottoforma di diluvi ed altri cataclismi. È il caso del Noè biblico e del diluvio universale, il cui racconto è ricordato da popoli di ogni parti del globo, dai popoli mesopotamici ai nativi americani. In particolare, la mitologia americana ci dà sia la storia in cui la gente è già in America quando il Diluvio comincia, in cui la popolazione si rifugia sulle montagne, e sia la storia che narra l'arrivo in America con delle imbarcazioni di superstiti di una terra che era stata sommersa, che con le loro imbarcazioni approdano sulle cime delle montagne. Si tratta di molte leggende del continente Americano che si assomigliano tutte tra loro. Inoltre, è stato scientificamente appurato che il racconto del diluvio biblico e molte altre parti della Bibbia derivano direttamente da un antico diffuso racconto babilonese, la famosa Epopea di Gilgamesh, ma sono state sapientemente lette in chiave monoteistica. Nei miti mesopotamici gli attori sono gli dei nel loro complesso, mentre nei racconti biblici interviene sempre e solo personaggi ebrei come il re d'Israele. L'Epopea di Gigamesh è inizialmente nata presso l'antica civiltà dei Sumeri ed è il più antico poema che si conosca. Come già si è detto, l'Epopea di Gilgamesh contiene molti eventi che sono presenti nella Bibbia, evidentemente in parte copiata da antichi famosi poemi epici. Infatti ritroviamo nell'Epopea di Gilgamesh non solo il racconto biblico del diluvio universale ma anche la storia, come quella biblica dell'Eden, della punizione dell'uomo per non aver temuto gli dèi o anche un evidente parallelismo con il racconto del serpente del giardino dell’Eden (tra l'altro l'Eden biblico è la rappresentazione poco meno che cartografica di tutto il mondo conosciuto ai tempi dell' autore biblico). Ma l'Epopea di Gigamesh a sua volta deriva da un racconto molto più antico, cioè l'Epopea di Atramkhasis, in cui tra le altre cose viene narrato lo stesso episodio del diluvio universale. In sostanza, il racconto del diluvio universale biblico, pur con vari adattamenti, discende da un racconto all'altro fino a quello originario dei sopravvissuti al diluvio universale di 11600 anni fa.
Oltre alle inondazioni ci fu un vero e proprio diluvio di pioggia incessante che scendeva dal cielo, per una combinazione atmosferica creatasi principalmente a causa del materiale immesso nell’atmosfera dalle numerose eruzioni vulcaniche causate dall’impatto dell’asteroide con la Terra.
È ancora il caso della leggenda di un angelo che scaglia un enorme macigno dal cielo, che riprende la caduta dell’asteroide sulla Terra, e non sorprende il fatto che nella stessa leggenda si parli di un nuovo cielo e di una nuova Terra
Dalle leggende tramandate si legge che in un epoca remota improvvisamente ci furono diluvi di acqua che scesero dal cielo, inondazioni che spazzarono via intere città, terremoti spaventosi, eruzioni vulcaniche, lo sprofondamento di alcune terre e l’innalzamento di altre. Si tratta del racconto esatto di ciò che dovettero vivere le persone di 11600 anni fa quando l’asteroide colpì la Terra con tutte le conseguenze annesse.
I miti dei popoli scandinavi, del Vicino Oriente, del Nord America, ricordano cosa accadde e sopratutto la grande inondazione. Dopo di essa vi era fango ovunque, la lussureggiante e abbondante vegetazione dell'Età dell'Oro non esisteva più, e la maggior parte della terra era diventata sterile. Intere foreste erano state rase al suolo e neanche il fango era fertile. Quando l’acqua sulla terra emersa si prosciugò, i superstiti notarono il bianco manto del sale che era stato portato dall’acqua. Era stata letteralmente spazzata via quella che alcuni popoli definivano l’Età dell’Oro.
Tra l'altro molti studiosi che hanno analizzato i miti di antiche popolazioni riconducono l'inizio dell'epoca post-diluviana e la fine dell'Età dell'Oro, nell'era del leone, signore del cielo, corrispondente al periodo tra il 10.960 a.C. ed il 8.800 a.C., epoca in cui rientra il cataclisma di 11600 anni fa.
Ed è ovvio che anche il numero degli esseri umani calò drasticamente, al pari della fauna di cui si nutrivano. La scarsità della fauna portò proprio lo svilupparsi dell’agricoltura, che per l’appunto si sviluppa in grande scala proprio in quel periodo, dato che la caccia non poteva più fruttare più di tanto. La presenza, per ancora molto tempo, di acque nelle pianure e l’impoverimento delle stesse dovuto al fango sulle terre colpite dall’inondazione, costrinse gli uomini a sviluppare l’agricoltura nelle zone montuose, cosa assolutamente senza senso se non si tiene conto della catastrofe che colpì la Terra 11600 anni fa.
I superstiti delle civiltà scomparse riuscirono a raggiungere altre terre e iniziarono dal nulla una nuova esistenza, in piccole ed isolate comunità, utilizzando però le esperienze derivanti dalle loro grandi civiltà scomparse, ecco perché l’agricoltura appare simultaneamente in molte parti del pianeta circa 11600 anni fa e partendo proprio da zone elevate, ecco perché molti edifici ed innumerevoli manufatti presentarono somiglianze di stili e metodi lavorativi, ecco perché monumenti e tradizioni di molti siti del globo presentarono somiglianze tra loro, ecco perché ci sono monumenti sparsi per il mondo la cui costruzione sfugge a una spiegazione razionale, ecco perché alfabeti arcaici americani hanno enormi somiglianze con quelli arcaici mediterranei.
Inoltre, i superstiti delle civiltà atlantidee si stabilirono nei continenti più vicini alla zona dove era scomparsa la loro civiltà. Infatti, alcune antiche città, come Gerico, presentano rovine che risalgono fino al IX millennio a.C., cioè all'epoca successiva alla distruzione delle civiltà atlantidee. La stessa zona mesopotamica presenta molti antichi insediamenti ed antiche civiltà del luogo ,come quella Sumera e Babilonese, conservarono intatto il ricordo della catastrofe che colpì il pianeta 11600 anni fa, come d'altronde fecero anche i Maya e gli Aztechi in America.
I Maya e gli Aztechi dicevano che le loro popolazioni erano originarie di una grande terra situata nella zona caraibica che fu sommersa dalle acque in seguirto ad un cataclisma, proprio come Atlantide. I Maya affermavano che su quella terra (chiamata Aztlan) vivevano sia bianchi che neri, e quindi da quella terra inabissata erano originari anche le persone con fattezze negroidi che fondarono la misteriosa civiltà degli Olmechi. in America. Poiché esistevano anche altre civiltà atlantidee, allora anche altri antichissimi popoli probabilmente furono originari da terre che sono state sommerse, come d'altronde affermavano i vichinghi, i Baschi gli indiani e così via.
Ovviamente i discendenti delle civiltà atlantidee conservarono molte informazioni sulle civiltà scomparse. Molte informazioni furono trascritte in antichi documenti oramai scomparsi. Infatti, moltissimi documenti che contenevano informazioni sulle civiltà atlantidee erano conservati nell'antica biblioteca di Alessandria ed andarono distrutti nell'incendio di tale biblioteca.
Inoltre, è molto probabile che le civiltà Atlantidee avevano sviluppato alcune tecnologie che erano molto superiori a quelle delle civiltà ce sono sorte nei millenni successivi alla scomparsa delle civiltà atlantidee. Questo spiegherebbe la presenza estemporanea di strumenti ottici di ogni tipo e di strumenti elettrici in antiche civiltà come quella egizia e babilonese. Non a caso gli antichi reperti di strumenti ottici ed elettrici vengono definiti oggetti fuori dal tempo.
Tuttavia, anche scienze astronomiche e quelle mediche avevano raggiunto un buon livello di sviluppo nelle civiltà atlantidee, come dimostrano le conoscenze astronomiche nelle culture successive alla scomparsa di queste civiltà. Reperti archeologici mostrano che già più di 12000 anni fa i medici di allora potevano effettuare con successo delle amputazioni.
La religione più seguita dalle civiltà atlantidee era il "Culto della Dea Madre", ed i sopravvissuti di queste civiltà continuarono a seguire questo culto per millenni.
Secondo la Bibbia e molti testi mitologici (compresi quelli greci e quelli nordici), all'epoca di atlantide esistevano i Giganti, cioè un ceppo di esseri umani molto più grandi degli esseri umani comuni, che si estinse in seguito al cataclisma verificatosi 11600 anni fa. Infatti la Bibbia dice che il Diluvio Universale cancellò dalla Terra il ceppo di esseri umani definito "Giganti". Tuttavia, stando ala scienza i giganti non sono mai esistiti, il loro mito nacque nell'antichità in quanto dai resoconti dei scrittori greci e romani emerge come ritrovamenti di grandi ossa di animali preistorici, in qualche modo simili a quelle umane, venivano interpretati come ritrovamenti di ossa di uomini giganti. Spesso le grandi ossa di animali preistoriche erano perfino attribuite ad eroi leggendari e a giganti dei miti dell'antichità.
Monumenti Atlantidei
Delle civiltà esistenti all’epoca di Atlantide rimangono monumenti ed artefatti misteriosi, che oggi si trovano in luoghi oggi apparentemente assurdi, come sul fondale marino o sotto di esso, sepolti da sedimenti marini. Ma anche no.
Anche l’innalzamento notevole del livello del mare a seguito dello scioglimento dei ghiacci delle ex-zone polari fa sì che i resti delle civiltà atlantidee risiedano soprattutto sotto il livello del mare, cioè zone che all’epoca erano comunissime pianure o zone costiere (zone con la più alta probabilità di insediamento umano per la fertilità dei terreni e per la pesca).
Non a caso i continenti attuali sono bordati da una piattaforma continentale che è praticamente alla stessa profondità sottomarina su tutto il globo (circa 200 m al massimo). Un'analisi dimostra che tale piattaforma, se non tutta almeno in parte (almeno 80-100 m), doveva trovarsi all'asciutto in epoche remote (circa 11.600 anni fa e più). Fisicamente la piattaforma continentale ha una pendenza costante fino a 200 m circa sotto il livello del mare, poi scende quasi bruscamente a 1000 m metri e via via di nuovo più dolcemente fino alle profondità maggiori degli oceani.
Geologicamente la piattaforma risulta formata da depositi fra cui anche sedimenti fluviali, alluvionali e morenici, chiaramente non dovuti all'azione del mare. In molti casi è possibile osservare sul fondo marino la continuazione delle valli fluviali (per es. la Senna nel Canale della Manica) e sono addirittura riscontrabili presenze di torbiere sottomarine (Mare del Nord). La torba è un combustibile fossile pieno d'acqua e formatosi in epoca quaternaria (da 2 milioni di anni fa ad oggi) dalla copertura con detriti alluvionali di vegetazione lacustre che cresceva al limite in zone paludose, ma sicuramente non sommerse da decine di metri di acqua salata. A ciò si aggiungono persino resti di animali che con l'acqua non avevano proprio nessuna relazione.
Non stupisce quindi se anche sulla piattaforma continentale oceanica sono stati trovati resti di civiltà atlantidee, risalenti a tempi anteriori a circa 11600 anni fa, quando il livello degli oceani era più basso di almeno 80-100 metri e quindi le civiltà prosperavano in luoghi ora diventati fondali marini. Tuttavia un cataclisma avvenuto 11600 anni fa potrebbe aver fatto inabissare le strutture di civiltà atlantidee verso una profondità maggiore di 100 m sotto il livello del mare. Si badi bene che a causa del livello del mare più basso di almeno 80-100 metri la geografia delle zone costiere di tutto il pianeta era radicalmente diversa e lo stesso si dica per le isole che apparivano in modo estremamente diverso e molto più esteso, dando così ampi spazi allo sviluppo di civiltà sull'attuale fondale marino. Occhio però che tutte le strutture subacquee sono soggette al gioco delle correnti e allo spostamento della sabbia del fondale marino, e quindi facilmente ciò che ieri era visibile oggi può non esserlo più.
Tuttavia non è da escludere che alcune delle civiltà atlantidee prosperassero anche in zone che allora erano verdi e rigogliose e che oggi sono il cuore di enormi deserti.
Ci sono casi noti di resti di civiltà atlantidee.
Il primo riguarda le grandi strutture tagliate a blocchi, nel mare nei pressi del Giappone. Ci sono sei posti in cui si trovano strutture nella zona di Okinawa, di cui uno è situato a Tawain: tutti sono sotto il mare e le strutture sottomarine risalgono ad almeno 11600 fa. Un uno dei punti, vicino alla costa del Giappone, si trova una gigantesca struttura sommersa detta piramide di "Yonaguni", cioè una collina rimodellata artificialmente, praticamente in ottimo stato di conservazione. In particolare, Questo incredibile monumento è formato da una serie di gradoni a cui si sovrappone una piattaforma e in cui è possibile individuare diverse scanalature e canali che attraversano la struttura. La piattaforma rettangolare superiore è formata da pietre tagliate manualmente con motivi triangolari e romboidali; più sotto si trova un intricato sistema di gradini e terrazze che sembrano condurre a livelli superiori e inferiori. Nella parte orientale della piattaforma si trova un canale largo 75 centimetri che corre per otto metri dentro la struttura. Vi sono poi, al centro, quattro terrazze scavate nella roccia che puntano in direzioni diverse e una di queste termina in un fossato aperto che scende fino al fondale, con un orientamento est-ovest. Le serie di gradoni della piramide sono posti a distanze regolari, così come altri elementi della stessa. Il lato occidentale della struttura è racchiuso da un muro formato da grossi blocchi di pietra calcarea che non è originaria della zona. Attorno alla piramide vi è un sentiero largo più di 10 metri che gira tutto intorno alla base del monumento; tale sentiero è pavimentato con pietre e presenta anche tracce di riparazioni. Alcune pietre della piramide presentano fori in linea retta a distanze fisse per il taglio dei blocchi.

Nella zona della piramide sono stati ritrovati arnesi da lavoro e tavolette con incisioni indecifrate, un rilievo chiaramente inciso a forma di tartaruga e prove dell’uso del fuoco.
Due chilometri più a ovest della piramide si trova l’area del “Palazzo”, dove sono presenti corridoi sottomarini e spaziose camere con muri e soffitti megalitici, architravi, condotti e tunnel, lastre e solchi con margini dal taglio netto, massicce strutture rettilinee, un particolare macigno scavato a parallelepipedo conosciuto come il "palco di pietra" ed un pinnacolo gigantesco con due solchi paralleli nettamente simile ad un volto umano. Ad una certa distanza da questi reperti ci sono poi resti di altre strutture, degli immensi blocchi verticali paralleli e dei siti in cui ci sono delle pietre poste in cerchio.
Il complesso dei reperti sommersi si estende per una zona sottomarina molto vasta, e molti di questi reperti si trovano al largo del Mar della Cina nello stretto che va dal Giappone a Taiwan, e quindi che va dalla piramide prima descritta alle mura sommerse scoperte a largo di Taiwan. Si tratta di una zona che prima di 11600 anni fa era certamente terra emersa. Insomma, sono dei resti di una civiltà diversa da Atlantide ma sua contemporanea e che subì la sua stessa sorte. In particolare, potrebbe essere la leggendaria Mu o la leggendaria Lemuria.
Il secondo caso riguarda una grande struttura pavimentata semi-sempolta lunga centinaia di metri che si trova sommersa al largo dell'isola di North Bimini (Bahamas), vicino la Florida, nel Golfo del Messico. Si tratta di un allineamento di pietre dalla forma rettangolare che si estende in linea retta per centinaia di metri a piccola profondità e ricorda una grande strada lastricata, oppure la cima di una muraglia sommersa (da non confondere con alcune rocce naturali della zona che non centrano con queste). Alla fine di questa strada sommersa inizia un'altra strada formata da massi più piccoli, che vanno a formare una strada che curva ad angolo retto verso la costa, e al termine di quest'altra strada sommersa ci sono resti di strutture dalla forma regolare. Proseguendo verso la costa si incontra indica un'altra strada sommersa formata da insiemi di pietre regolarmente distanziate, che si estende in linea retta per oltre 2,4 km, tagliando in diagonale antiche linee costiere. Un'altra struttura individuata nei pressi delle Bahamas è una grande struttura sottomarina a pianta rettangolare (un edificio o un tempio), che è situata in prossimità dell'isola di Andros, nelle Bahamas. Altre strutture sono state avvistate un po' dovunque nell'arcipelago delle Bahamas, e anche altrove nei Caraibi. Molte di queste strutture sono disegni di forma regolare sul fondo del mare e la struttura di questi disegni è costituita da vegetazione marina e sabbia, come a segnalare la presenza di strutture artificiali sepolte dalla sabbia e dai sedimenti.

Pasquariello Domenico